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Importanti aggiornamenti

Stiamo ritornando con importantissimi aggiornamenti riguardo il mondo dei locali notturni in Campania, presto vi racconteremo tutte le notizie e le recenzioni servendoci anche di nostri inviati ed vi aiuteremo a scegliere le location più adatte alle vostre esigenze.

Inoltri ci sono club che hanno aperto, altri che hanno chiuso, altri ancora stanno per nascere e quindi a breve avrete tutte le notizie che cercate..

Buon proseguimento a tutti

Ecco perché il porno distrugge le tue performance a letto

La pornografia è uno stimolo “sopranormale: ci fa perdere contatto con la realtà e ci spinge a volere stimoli nuovi e sempre più estremi. Dal 2010 è nato il “Nofap Project” per mostrare i benefici dell’astinenza: entro quattro settimane, la libido aumenta e rimane costante

Esiste davvero un problema legato alla dipendenza da materiale pornografico? Già nel 2011 il Japan Times riportava che “più di un terzo degli uomini fra i 16 e i 19 anni non hanno interesse a fare sesso, una statistica che è raddoppiata rispetto al 2008, e più del 40% degli uomini sposati non hanno fatto sesso nell’ultimo mese”.

Una ricerca più recente dell’Esquire ha mostrato come il 43% degli uomini riporta spesso una consistente difficoltà nel mantenere l’erezione, mentre il 24% dice di avere la stessa difficoltà “più spesso di quanto è disposto ad ammettere”. Dati preoccupanti e che convergono su due punti oramai dati per assodati: la pornografia su internet, di facile e veloce accesso, è un fenomeno relativamente nuovo che ha provocato un cambiamento nell’immaginario sessuale. Il secondo punto è che gli uomini difficilmente parlano dei loro problemi (e della loro dipendenza da porno) con altre persone.

Secondo gli studi scientifici, la pornografia è uno stimolo “sopranormale”, cioè attiva il normale meccanismo di ricompensa nel nostro cervello e lo fa a un livello così alto che noi lo percepiamo come piacevole anche più dei comuni stimoli sessuali. Il problema può sorgere col tempo, quando i nostri cervelli perdono contatto con la realtà e sviluppano la necessità di avere stimoli sempre più nuovi per raggiungere lo stesso livello di eccitazione.

Inizia così la spirale verso un tipo di pornografia più estremo e più spinto. In alcuni casi si può sviluppare una vera e propria dipendenza psicologica dalla pornografia che può interferire con la nostra vita sociale e sessuale. E ciò può avere serie conseguenze anche nelle relazioni.

Il blogger americano Mark Manson, autore del recente libro “La sottile arte di fare quello che c***o ti pare”, ha condiviso quella che ha definito “dieta per la masturbazione”: una dieta che comprende l’eliminazione della pornografia limitando la masturbazione a una o due volte la settimana (specificando che durante la masturbazione non si deve fantasticare su scene pornografiche ma su ragazze in carne ed ossa conosciute). L’obiettivo della dieta è anche quello di motivare ragazzi che hanno difficoltà ad approcciare le donne, ad affrontare le loro ansie e paure.

Lo scopo del movimento NoFap (il “fap” deriva dal verbo inglese onomatopeico che indica l’atto dell’autoerotismo maschile) è quello di aprire gli occhi sui tanti benefici che porta l’astinenza da ogni pratica legata alla pornografia e, di conseguenza, alla masturbazione.

Ma la dipendenza dal porno non sembra comportare solo difficoltà nei rapporti con l’altro sesso. Gary Wilson, il fondatore del sito Your Brain On Porn, ha raccolto studi scientifici che testimoniano come gli effetti della pornodipendenza siano aumentati significativamente negli ultimi anni e comportino danni biologici (livelli di testosterone, desensibilizzazione).

E’ per questo motivo che nel 2010 è nato per caso il NoFap Project, grazie ad Alexander Rhodes, che decise di scrivere su un forum molto frequentato e che ha pian piano coinvolto migliaia di persone. Negli ultimi tempi il NoFap ha preso la conformazione di un vero e proprio movimento con tanto di sito e sostenitori: la lotta alla masturbazione viene perorata attraverso il sostegno psicologico reciproco. E il motivo sembra centrare anche con la salute: l’astensione, dicono gli utenti, fa bene alla salute mentale e fisica

Lo scopo del movimento NoFap (il “fap” deriva dal verbo inglese onomatopeico che indica l’atto dell’autoerotismo maschile) è quello di aprire gli occhi sui tanti benefici che porta l’astinenza da ogni pratica legata alla pornografia e, di conseguenza, alla masturbazione. Seguendo i precetti del movimento, molti ragazzi sembrano aver sperimentato diversi effetti positivi da questa pratica:

– entro quattro settimane, la libido aumenta e rimane costante. Aumenta anche il desiderio di avvicinare ragazze, così come la fiducia a essere più sessualmente espliciti.

– le ragazze che si incontrano nella quotidianità iniziano a diventare più attraenti. I difetti (come potrebbero esserlo rughe, nei e altre imperfezioni) non sono più un ostacolo nell’apprezzamento. Si incomincia a perdere un po’ di interesse nei dettagli femminili come il seno rifatto, le labbra “a canotto”, le tinte bionde e l’abbigliamento da strip club.

– dopo un mese l’attività sessuale migliora. Migliorano le prestazioni e diventano molto più piacevoli.

In generale, con l’astinenza, sembra aumenti l’energia e ci si senta più sicuri di sé,oltre che più reattivi mentalmente. Inoltre, secondo i sostenitori del NoFap, con l’astinenza si riescono a risolvere i problemi di erezione riscoprendo orgasmi più intensi, perché la pornografia e la masturbazione fagocitano le relazioni che abbiamo con gli altri impedendoci di assaporare le sensazioni reali che derivano dall’interazione con l’altro sesso.

Sondaggio: Caldo afoso… e trasgressione….

In questo caldo infernale.. la voglia e l’eccitazione sembra raggiungere i massimi livelli…

Cosa ne pensate si tromba di più o di meno?

Commentate…

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Coppia: si può essere fedeli e felici?

Per alcuni la fedeltà è un obbligo, per altri un’utopia. Ma tutti si fanno le stesse domande: si può essere fedeli e felici? Avere un solo partner è una fonte di frustrazioni?

Fedeltà: a ciascuno la sua definizione

La fedeltà un concetto relativo e perciò difficile da definire. Comunemente essere fedeli è, più o meno, sinonimo di “non guardare altrove”. Ma tutto dipende da quello che intendiamo con questa espressione. Trovare un uomo o una donna attraenti significa essere infedeli? E fantasticare pensando ad una celebrità che non incontreremo mai? Oppure al vicino di casa? Avere una scappatella dopo una serata alcolica può essere considerato tradimento? Oppure innamorarsi di un altro o di un’altra senza però avere alcun rapporto fisico con quella persona? Le risposte vi sembreranno probabilmente ovvie. Ma è solo la vostra opinione e quella del vostro vicino, o addirittura del vostro (o della vostra) partner, potrebbe essere completamente diversa.
È normale, perché la nozione di fedeltà varia da persona a persona. Non esiste quindi un’unica risposta ma solo la vostra risposta, che corrisponde al vostro modo di pensare e con cui dovete sentirvi a vostro agio. Non si tratta perciò di promuovere o di criticare il concetto di fedeltà, ma semplicemente di capire che posto occupa nella vostra vita di coppia.

Un sintomo di felicità e non la sua causa

Per essere felici in una coppia bisogna essere fedeli: sono in molti a pensarla così. E se fosse il contrario? Se siamo fedeli è perché la nostra vita di coppia ci rende felici. In questo caso non abbiamo né il bisogno né la voglia di cercare qualcos’altro. Ripensate ai primi mesi della vostra relazione, quando la passione si impadroniva di tutto e non avevate occhi che per Lui o per Lei: la fedeltà non si è forse imposta naturalmente? Semplicemente, non avevate nessuna voglia di condividere momenti di complicità con qualcun altro. Non è così?
Ovviamente, col passare del tempo, le cose si complicano e può presentarsi l’occasione di tradire. Ma se siete contenti della vostra vita, ci sono molte probabilità che sappiate resistere alla tentazione. È una vostra scelta, un comportamento voluto anche se non sempre facile.
Al contrario, cercare di imporre a qualcuno di essere fedele non ha alcun senso: anzi, è spesso un elemento che genera un malessere all’interno della coppia.

L’infedeltà, spesso l’indizio di un problema

Possiamo avere tutte le buone intenzioni di questo mondo, ma capita a tutti di sbagliare. Pensavate che non avrete mai tradito il vostro partner con una persona incontrata in un bar, o che non vi sareste mai innamorate di un vostro collega (con cui non è ancora successo nulla)… eppure, è successo. Spesso questo significa che c’è un problema nella coppia. Può trattarsi di un semplice momento di difficoltà o di una crisi più profonda: in ogni caso, accettare la realtà e cercare di analizzare il problema non è mai facile.
Al di là dei problemi di coppia, l’infedeltà è spesso legata alla personalità dell’uomo o della donna. Può essere dovuta a tanti fattori, per esempio alla paura di rimanere soli se le cose andassero male col partner. Avere altre storie è un modo per assicurarsi una via d’uscita.

Non c’è fedeltà senza tentazione

Per essere fedeli, niente di meglio che tenere lontane le tentazioni, giusto? Un po’ come quando siamo a dieta ed evitiamo di trovarci di fronte a una pasticceria. Perché resistere ai bignè al cioccolato o alla torta di mele senza averli sotto gli occhi è relativamente facile, ma ignorarli quando ce li abbiamo proprio sotto il naso… è un’impresa decisamente più ardua!
In realtà, contrariamente alle pasticcerie, è praticamente impossibile sottrarsi alla tentazione, a meno che non viviate su un’isola deserta. Può saltare fuori in qualsiasi momento, soprattutto quando meno ve lo aspettate e cogliervi di sorpresa. Non crediate di essere più forte degli altri: potete scegliere di resistere alla tentazione ma di certo non potete evitarle. Tra l’altro, più si tenta di respingerle, più si amplifica il desiderio. Ma soprattutto, la fedeltà esiste proprio perché esistono le tentazioni. La fedeltà è frutto di una volontà. Una volontà che non possiamo esercitare se non si presenta l’occasione di poter scegliere.

Devo parlargli dei miei “altri” desideri?

C’è un collega che ha fatto colpo su di voi e che vi attrae irresistibilmente; oppure quel ragazzo atletico che incrociate tutte le mattine alla fermata dell’autobus, a cui morite dalla voglia di chiedere il numero di telefono. O peggio: vi siete letteralmente innamorate di un compagno del corso di teatro. Non è successo assolutamente nulla, ma pensate a lui giorno e notte. Siete oneste, e pensate che il dialogo sia essenziale nel rapporto di coppia. Allora decidete di parlarne apertamente al vostro partner perché non si senta preso in giro o tradito. Ma è davvero una buona idea? Non esattamente…
Nel migliore dei casi, può riaccendere il desiderio di coppia e spingere il partner a impegnarsi di più nella vita affettiva. Nel peggiore, può scatenare una crisi. La cosa migliore consiste piuttosto nel gestire quest’episodio senza creare preoccupazioni nel vostro lui (o la vostra lei), e quindi non mettendolo al corrente di qualcosa che tutto sommato, è relativamente innocuo, ammesso che riusciate a superare l’ostacolo.

Gli uomini sono più infedeli delle donne?

L’uomo sarebbe più incline alle scappatelle. Non bisogna fargliene una colpa, è un cacciatore, un predatore per natura, è il suo istinto insomma. Dal canto suo la donna, dedita alle chiacchiere e alla cura dei figli, non ha né il tempo, né la voglia, è troppo romantica. E se mai dovesse farlo sul serio, allora è c’è una sola parola per definirla… sono stereotipi che perdurano anche oggi, anche se sono lontani dalla realtà. La verità è che le donne hanno il diritto di tradire tanto quanto gli uomini, e che sono altrettanto inclini al tradimento. No, l’infedeltà non è una prerogativa maschile…

Colpa confessata, mezza perdonata?

Avete commesso uno sbaglio e siete tormentate dai sensi di colpa.  Avete paura di essere scoperte perché sapete che, a quel punto, la crisi sarebbe inevitabile. E se fosse meglio rivelare tutto prima, recitando il “mea culpa”, piuttosto che essere colte sul fatto? Tutto dipende dalle circostanze e dalle potenziali conseguenze di quest’avventura sulla vostra relazione.
  • Se si tratta di un’avventura di una notte, magari in circostanze attenuati (dopo una lite, una cena alcolica…), è meglio tacere: questa storia non dovrebbe avere conseguenze a lungo termine sulla vostra coppia. Se decideste di parlarne, sarebbe essenzialmente per calmare  sensi di colpa (facendo soffrire l’altro) che potete benissimo gestire in altro modo. Ma si tratta ovviamente di una decisione molto personale.
  • Nel caso di una storia più duratura, le cose sono ben diverse. La confessione avviene spesso in modo involontario, con il computer che rimane aperto su una conversazione che lascia poco spazio all’immaginazione, SMS mai cancellati… in questo tipo di circostanze è meglio confessare tutto. Può essere l’occasione per affrontare i problemi col partner, capire cos’è successo, e decidere se ricominciare oppure no.

Il segreto: non dimenticarsi mai l’uno dell’altra

L’unica soluzione per evitare il tradimento sembrerebbe mantenere viva la passione dei primi tempi. Purtroppo, è impossibile, ma non per questo la vostra coppia è destinata a sprofondare nella routine per i prossimi cinquant’anni. È su questo scoglio che bisogna lavorare, ricordando ogni giorno al partner quanto sia importante per voi. Concedetevi una cenetta romantica, un week-end o una vacanza in un hotel da sogno, o semplicemente una serata improvvisata al cinema, nel bel mezzo della settimana. No, non sentitevi in colpa perché lasciate i bambini per due volte con la baby-sitter in una settimana. Probabilmente anche loro saranno più felici nel vedere i loro genitori insieme, raggianti e felici. Una coppia, come qualsiasi altro “sistema”, ha bisogno di cure per funzionare bene.

L’inizio del calore estivo e la trasgressione

Siamo quasi prossimi all’estate, il bello della primavera è quello che di tanto in tanto non ti fa dimenticare l’inverno, ma ogni tanto si ripropone con quelle magnifiche giornate quasi estive dove anche una camicia sembra di troppo….

In queste magnifiche serate calde ecco che iniziano i primi pensieri sconci, quei pensieri che non diresti a nessuno e che ti si leggono in faccia appena vedi una bella donna passare con un abitino semitrasparente dove appare la perfetta immagine della sensualità…

La trasgressione è ovunque e saperla accettare ci fa solo vivere meglio…

Questa sera tutti i nostri club hanno preparato delle serate fantastiche non ti resta che scegliere consultando la nostra mappa…

Club Privè in Campania

Cuckold night swinger “Tra piacere e perversione”

 Oggi parliamo di Cuckold , cos’è un Cuckold ?

Cuckold in scena

In tale pratica il piacere della persona cuckold consiste nel vedere il proprio partner avere rapporti con persone diverse e l’umiliazione derivante da ciò induce il soggetto in uno stato di sottomissione, è proprio tale condizione (il cuckold si sente mortificato e colpito nel suo controllo e la sua possessività) che produce in lui sensazioni di subordinazione e totale impotenza nei confronti di un padrone che a seconda dei casi viene identificato nel proprio partner o nella terza persona. Il rapporto dominazione/sottomissione assume caratteri evidenti e rileva la doppia natura umana. L’uomo, “costretto” dalla società a “recitare” la parte del dominatore, manifesta la propria estraneazione al tipico stereotipo umano, per mezzo di questa pratica il soggetto è libero di esprimere sé stesso senza repressioni. L’ideale di maschio che la società impone determina nel soggetto con spiccate tendenze alla sottomissione una propensione alla repressione o all’isolamento di determinati desideri. Tutto ciò è spesso causato da traumi, violenze fisiche o psicologiche in età adolescenziale. Non riuscire a soddisfare il proprio desiderio a causa del rifiuto del partner può portare a problemi psicologici gravi, bassa autostima e una generale insoddisfazione della sfera sessuale dell’individuo, che a volte può produrre depressione, apatia e rifiuto di avere rapporti sessuali con il partner. È comunque accertato che nelle coppie con buona affinità sessuale quasi sempre la partner acconsente a prestarsi al “gioco” richiestole dal suo compagno, in quanto certamente fonte di piacere e di novità sul piano dell’intesa sessuale, in particolare se praticato con uomini di colore, i quali incarnano nell’immaginario del cuckold il concetto di virilità e di potenza sessuale che essi non riescono o non vogliono concedere alla propria compagna.

Alla scoperta dei 10 tabù di noi donne sotto le lenzuola

Esistono ancora dei tabù sessuali ai nostri giorni? Sì. Non tutte siamo libere e disinibite, nemmeno nel 2015, nemmeno in un Paese occidentale. A volte sono cose che si sognano, a volte si fanno, ma in ogni caso non se ne parla (o se ne parla poco) nemmeno tra amiche fidate, figuriamoci con il partner. Quali sono? Ne abbiamo parlato tra donne e abbiamo stilato una lista di 10. Eccoli

1- Sesso anale
Ebbene sì, alla maggior parte degli uomini (per non dire tutti) piace. E’ il sogno erotico dei maschietti. Il lato B suscita parecchie fantasie, si sa. Con il sesso anale l’uomo sottomette la propria donna nell’intimità. Provare o non provare? Farà male? Se glielo concedo poi lui vorrà solo quello? Ecco cosa scrive sull’argomento il nostro sessuologo, il dottor Andrea Carubia.

2- Masturbazione
Se spesso gli uomini non si fanno troppi problemi a parlarne tra di loro e non solo, per noi donne è diverso. Diciamocelo, proviamo vergogna ad ammetterlo. L’autoerotismo femminile per molte di noi è una cosa brutta e sporca. Nulla di più sbagliato, perché al di là del piacere è un modo per conoscere meglio il proprio corpo e migliorare perciò anche il sesso di coppia.

3- Sesso omosex
Immaginate una situazione borderline di sesso di gruppo. Chiedete a un uomo che tipo di interazione immagina e nella stragrande maggioranza dei casi vi risponderà che pensa a un’attività eterosessuale. Solo una piccola percentuale riferirà di sognare rapporti bi-sex. Chiedetelo a una donna e la percentuale si ribalterà. Perché? Al contrario degli uomini le donne hanno meno difficoltà a riscontrare bellezza e attrazione nei confronti di una persona dello stesso sesso.

4- Sesso a tre
Parliamo di una delle fantasie erotiche più comuni. Innanzitutto chiariamo che non ha nulla a che fare con il sesso di gruppo ma pone al centro della scena tre attori che si muovono sulla scena alla ricerca del piacere. Ma diciamo subito che potrebbe avere delle controindicazioni gravi per una coppia. Se decidete di avventurarvi in questo campo con il proprio partner sappiate che consapevolezza e libertà (non imposizione di uno dei due) sono due ingredienti indispensabili per lanciarsi in un triangolo amoroso.

5 – Sesso di gruppo
Esatto, parliamo di orge. Secondo uno studio del sito americano LovePanky.com, le statunitensi sognerebbero di farlo con amici del proprio marito o fidanzato. A noi viene un po’ difficile crederlo. Gli uomoni invece sognerebbero di spassarsela con bellezze esotiche da copertina e su questo non avevamo dubbi

6 – Esibizionismo
Della serie famolo e famose vede. Questo tipo di fantasia è caratterizzata dal potere che prova nei confronti di un pubblico maschile ridotto a mero spettatore. Fantasie quindi che difficilmente si presentano in momenti o personalità fragili.

7 – Sesso con uno sconosciuto
A detta di molti si tratta della fantasia erotica femminile più diffusa. Un volto ignoto metterebbe a tacere il senso di pudore e morale della donna che vivrebbe così un’esperienza sessuale assoluta, senza sentirsi condizionata da rapporti interpresonali che ci sarebbero con una persona conosciuta.

8 – Location insolite
Tradotto: farlo nei posti più strani, in primis all’aperto, che sia al parco, in spiaggia in campagna… basta non sia a letto. Di questi tempi con la brutta gente che c’è in giro è meglio però stare attenti. La scelta delle location diventa eccitante perché associata all’idea di essere scoperti e quindi di vivere una trasgressione. Che sia il bagno di un locale o il camerino di un negozio il senso è sempre quello: l’importante è infrangere la morale.

9 – Sesso orale
Sapevate che molte donne riescono a raggiungere l’orgasmo solo se stimolate in questo modo? No? Beh, ora lo sapete. Il cunnilingus regala un piacere intenso e profondo, ma specialmente per le donne che non hanno un buon rapporto con il proprio corpo risulta un preliminare poco piacevole. Inutile dire che ai maschietti riceverlo piace sempre e comunque.

10 – Performance video
Immaginare di filmare o di essere filmati per molte è davvero eccitante. Piace l’idea di potersi guardare e osservare. Tanto che il porno amatoriale è diventato un modo per mettere un po’ di pepe nella vita sessuale. Attenti però a non lasciare tracce in rete: il film Sex Tape con Cameron Diaz insegna.

Le perversioni sessuali nella coppia

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In questo articolo parleremo di tutto ciò che riguarda la perversione sessuale…

Molte coppie, alla ricerca di sensazioni sempre più forti, ricorrono a trasgressioni e perversioni. È importante citare la differenza tra trasgressione e perversione: chi trasgredisce vuole infrangere una regola, sociale e morale, e lo fa consapevolmente. La perversione ha poco o niente di razionale. È una fissazione, qualcosa di cui l’individuo non può fare a meno, un bisogno che sfugge al suo controllo e da cui dipende. Le perversioni non sono mode ma fissazioni.

Secondo il DSM IV le perversioni sessuali sono:
fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti ed intensamente eccitanti sessualmente che, riguardano:

  • 1. oggetti inanimati
  • 2. la sofferenza e l’umiliazione di se stessi o del partner
  • 3. bambini o altre persone non consenzienti

le perversioni possono manifestarsi in due forme distinte:

  • 1. Le perversioni dell’atto: si riferiscono alla forma. Si tratta di deviazioni sessuali che sostituiscono il coito con una pratica di altro tipo, ad esempio nel sadomasochismo, l’atto sessuale viene sostituito dal dominio e dalla sottomissione, infatti, il sesso perde la sua importanza.
  • 2. Le perversioni dell’oggetto: si verifica uno spostamento dell’oggetto del desiderio sessuale (il partner) che viene sostituito con un anziano, un bambino, un oggetto.

 

Le principali parafilie sono:

  • pedofilia
  • esibizionismo
  • voyeurismo
  • masochismo sessuale
  • sadismo sessuale
  • feticismo
  • frotteurismo
  • feticismo da travestimento

C’è però da fare una distinzione tra perversione hard e perversione soft.Nella prima si crea quella dipendenza in cui il soggetto è schiavo delle sue fantasie e della sua abitudine e riesce ad eccitarsi solo in un determinato modo, appunto mettendo in atto il comportamento perverso, la perversione hard è un’attrazione irresistibile verso un tipo di comportamento bizzarro e anomalo.Nella seconda il soggetto non è dipendente dalla sua abitudine, e il suo comportamento perverso è uno dei tanti modi di provare l’eccitazione. La perversione soft si avvicina di più a una trasgressione.

La perversione soft rappresenta per molte coppie l’occasione di provare liberamente situazioni nuove, di mettere in pratica le proprie fantasie sessuali insieme al proprio partner. Gli incontri di gruppo e gli scambi di coppia, l’indossare gli indumenti dell’altro sesso, costituiscono un modo di esprimersi sessualmente.In questo senso, la perversione soft aumenta la libertà, quella hard la limita, perché il soggetto ne è schiavo.

“Un comportamento è perverso se tende ad evitare una relazione intima; non lo è se invece tende a mantenerla”. (Stoller)

A volte però la trasgressione può diventare essa stessa una perversione hard poiché la pratica trasgressiva diviene l’unico modo con cui la coppia si eccita.

Tra le perversioni hard messe in atto dalle coppie, quella più conosciuta è il sadomasochismo che comporta sottomissione, l’uso di fruste e abbigliamento in pelle e stivali di cuoio.Secondo il DSM-IV Il sadismo sessuale comprende tutte le fantasie e i comportamenti in cui il soggetto ricava eccitazione sessuale dalla sofferenza psicologica e fisica della vittima. Spesso queste fantasie vengono messe in atto con un soggetto consenziente, appunto il masochista, anche se possono venire attuate con soggetti non consenzienti. Queste pratiche riguardano: bendare la vittima, colpirla, imprigionarla, torturarla fino anche ad ucciderla. Queste fantasie nascono nell’infanzia e nel comportamento del bambino si manifestano attraverso la tortura e l’uccisione di animali.Il sadismo rifiuta la reciprocità che è una caratteristica dell’amore.Le perversioni sessuali emergono come difesa e come tentativo di riparazione nei confronti di una perdita traumatica il cui lutto non è stato sufficientemente elaborato. Il sadismo spesso risponde ad un abuso subito nell’infanzia. Il sadico punisce gli altri per provare a se stesso che riesce a mantenere il controllo della situazione. Il sadico si trasforma da vittima a carnefice. Nelle relazioni sadomasochistiche Il dolore provocato dalla sofferenza inflitta fa meno male del dolore provocato da una perdita subita nell’infanzia.Vari studi hanno dimostrato che gli uomini si identificano più facilmente con l’aggressore e le donne tendono ad identificarsi con la vittima diventando autodistruttive, dirigendo la rabbia verso se stesse anziché all’esterno.

Il masochismo è la perversione in cui il piacere fisico è legato al dolore fisico o psichico del soggetto. Prende il nome da Leopold von Sacher-Masoch (1835-1895) che descrisse per primo questo tipo di piacere sessuale.Il masochismo è caratterizzato da ricorrenti ed intensi impulsi sessuali, fantasie e comportamenti intensamente eccitanti, che comportano l’atto reale e non simulato, di venire umiliato, ferito, offeso, legato e fatto soffrire in un altro modo. Il masochista ricopre ruoli umilianti nella sessualità: servo, schiavo, cane, animale, oggetto.Il masochista in gergo si chiama sub, nel senso di schiavo davanti a padrone dette mistress o dominatrix o master se è l’uomo a comandare; switch se si tratta della versione double, ovvero sia sadico che masochista. Gli oggetti utilizzati sono fruste borchiate e piene di nodi, reggiseno tira capezzoli, mollette da attaccare al seno, cinture di castità per l’uomo che ne impediscono l’erezione, braccialetti in cuoio per i polsi o con piccoli aghetti da stringere intorno al pene, aghi sottopelle e colate di cera, fruste. Il sadomaso è praticato soprattutto in Veneto, Lombardia e Lazio. Una pratica che possiamo fare rientrare nel mondo sadomaso è il pissing che consiste nel farsi urinare addosso e il bondage che consiste nel farsi legare e bendare. C’è chi ama lo scat che consiste in pratiche legate alla coprofilia (praticare sesso con le feci).Certe coppie utilizzano le divise militari con uno dei due che viene crocefisso con dei lacci e tormentato su tutto il corpo. Alcune coppie cercano persone disposte a farsi umiliare e torturare e le trovano tramite annunci, dove gli schiavi si offrono come posacenere, poggiapiedi o come wc. Negli annunci si trova di tutto e si cercano donne o uomini che sputino, schiaffeggino e amino la tortura del solletico con le piume. Quando qualcuno accetta un rapporto sadomaso si stipula un contratto nella coppia con cui viene stabilita una parola d’ordine. Quando lo schiavo non ce la fa più, pronuncia la password e il gioco finisce. Il resto, come pianti, lamenti, grida, non serve a nulla. Il sesso è quasi sempre messo in secondo piano, quello che queste coppie cercano è il dominio.Ci sono club che si trovano soprattutto a Roma e a Torino dove ci sono due tipi di sadomaso, uno d’alto bordo e uno praticato dalle ultime generazioni di punk. Per godere molte persone dell’alta società hanno bisogno di farsi iniettare e bere ogni liquido prodotto dal corpo umano. Solo con l’umiliazione fisica e psicologica riescono a provare piacere, ma c’è anche chi si trafigge il pene con chiodi e se lo ustiona con l’olio bollente.Lo spanking (sculacciata) è una variante soft della fustigazione, ma senza alcun risvolto sadomaso: ne restano infatti escluse crudeltà, paura ,sottomissione. Lui deve essere pacato, paterno, autorevole, lei capricciosa, viziata, ribelle. Fondamentale è che il sedere diventi paonazzo, la nudità totale non è richiesta, anzi è preferibile che soltanto la parte sottoposta a punizione sia esposta. Ciò che eccita è la punizione, l’assunzione dei ruolo genitore-figlia. Le fantasie sadomaso sono fantasie diciamo normali, meno normale è la messa in pratica, e quando si arriva alle esagerazioni si rientra nel patologico e nella perversione hard la quale è difficile da debellare perché la persona non vuole curarsi, nel senso che una pratica che procura piacere è difficile da negare, soprattutto quando questa è l’unico modo per provare l’orgasmo. Di solito il sintomo della perversione è funzionale, nel senso che serve al soggetto per non vivere adeguatamente l’intimità.Nelle trasgressioni, finchè i due partner sono consenzienti, non dovrebbero sussistere problemi, questo in teoria perché l’equilibrio è difficile da mantenere. A volte entrano in gioco droga e alcool e questo significa che per liberarsi dalle inibizioni avviene una forzatura. I danni si creano quando uno dei due partner prevarica sull’altro e lo convince a praticare certe trasgressioni attraverso il plagio. La manipolazione è sottile, del tipo: “se mi ami davvero lo devi fare”, i ricatti vengono compiuti dopo avere isolato il partner dalle amicizie e dal mondo esterno, annientandone la personalità.L’asfissia autoerotica è una parafilia di tipo masochistico, che può avere conseguenze letali. Chi la pratica, lo fa perché la deprivazione di ossigeno sembra che induca un’eccitazione sessuale. Già prima del 1600 si era a conoscenza che l’impiccagione poteva causare erezione ed eiaculazione, tanto che si era pensato che questa pratica potesse rivelarsi utile nella cura delle disfunzioni erettili. Non si hanno molti dati sulla frequenza di questa parafilia, perché essa viene spesso scambiata per suicidio. Questo per due motivi: il primo è che chi descrive la scena della morte non sempre è a conoscenza di questo genere di autostimolazione erotica, il secondo è che i parenti, rendendosi conto che il loro congiunto è morto per cause relative alla sua vita sessuale, cercano di fare sparire tutti i materiali che potrebbero ricondurre alla vera causa della morte. L’asfissia autoerotica spesso si accompagna all’uso di materiale pornografico, al travestitismo, al feticismo, al masochismo. Il mancato apporto di ossigeno al cervello può causare euforia ipossica, che comporta sensazioni di euforia, leggerezza, diminuzione delle inibizioni, stordimento ed incremento delle sensazioni relative alla masturbazione e all’orgasmo. Il problema è che questa pratica può portare alla morte, a causa dell’incapacità della vittima, di utilizzare i sistemi di protezione. Inoltre, la ripetizione di questa pratica comporta l’assuefazione alle sensazioni piacevoli, spingendo il soggetto ad accrescere la pericolosità delle sue pratiche, per provare ancora piacere. A parte il piacere, si pensa che il soggetto voglia soddisfare bisogni psicologici relativi a sensazioni forti, legate alla ricerca del rischio, a fantasie masochistiche, a desideri di espiazione purificatrice. Questa pratica viene scoperta solitamente in modo casuale, ad esempio durante pratiche sadomasochistiche o tramite consigli dati da amici.Il Crush fetish si tratta di una perversione nata recentemente dove piccoli animali vengono impietosamente schiacciati da scarpe con i tacchi o con le zeppe, o sotto il peso di piedi all’apparenza innocenti, avvolti da sensuali calze a rete, oppure al naturale, nudi. Il sito internet: letalpressure.com è stato chiuso a causa delle denunce da parte degli animalisti. Le vittime purtroppo sono piccoli animali, tra cui insetti, pulcini, rane, conigli, topi e criceti. È una parafilia che non è ancora citata nel DSM IV. In questo caso il perverso associa la sessualità ad un evento di morte.

Un’altra perversione messa in atto dalle coppie è l’esibizionismo e il voyeurismo. Il voyeur e colui che trae soddisfazione dall’osservare una coppia o una persona impegnata in attività erotiche con altre persone, nella coppia si esplica nel piacere erotico di osservare il proprio partner mentre fa sesso con altre persone. Il voyeur si eccita all’idea di entrare in contatto (attraverso la masturbazione) con le persone osservate, nel caso del partner è il bisogno ossessivo di controllo sull’altro a rendere la pratica eccitante. Si spia l’altro mentre è vulnerabile e non può mentire, mentre è abbandonato al piacere con un’altra persona pur sapendo di essere osservato. Il voyeur esperto di solito è timido, fa di tutto per non mostrarsi anche se a volte, quando viene invitato, partecipa ai giochi delle coppie. Di solito ama anche ascoltare, perfino al telefono. Sono molte le testimonianze di donne che lavorano ai telefoni di linee erotiche le quali raccontano di ricevere telefonate da coppie con richieste di ogni tipo. Sono coppie che amano ascoltare i gemiti e fantasticare sulla donna che risponde e che mentre sussurra frasi altamente erotiche gemendo, magari sta lavando i piatti! Il telefono ora è stato soppiantato da internet dove si trova di tutto. Mentre nel voyeur è l’idea di penetrare nell’intimità del partner ad eccitare, nell’esibizionista è l’idea di provocare e sorprendere, a rendere eccitante la situazione.Una pratica in voga ultimamente è il dogging, ovvero fare sesso all’aria aperta sapendo di essere guardati. Questa è una trasgressione con delle componenti perverse quali il voyeurismo e l’esibizionismo. I doggers, prima di uscire all’aria aperta si incontrano su internet dove stabiliscono luogo e ora degli appuntamenti, regole del gioco e tutto il resto.Il cybersesso è il sesso virtuale. Basta un computer e un modem e il sesso si trasferisce sul web. Il sesso virtuale piace perché stimola la fantasia e non ci si tocca. A volte il cybersesso diventa una vera e propria ossessione. Si chiama cybersexual addiction, ovvero dipendenza da sesso virtuale.

Gli stereotipi inculcati dalla società vedono l’esibizionismo più femminile rispetto al voyeurismo visto come una pratica più maschile.Ora le cose stanno cambiando. La stessa pornografia, nata per gli occhi maschili ora viene apprezzata anche dalle donne. Gli uomini ora curano molto il proprio corpo attraverso lo sport, i massaggi, le diete, piercing, ecc., significato che amano anche i maschi essere guardati..Il feticista è, secondo sempre il DSM IV, una persona che per almeno sei mesi, ha fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti che comportano l’uso di oggetti inanimati (i feticci). Queste fantasie e comportamenti causano disagio e compromissione dell’area sociale e lavorativa. I feticci sono mutande, reggiseni, scarpe, che il feticista tiene in mano mentre si masturba, oppure che può chiedere di indossare al partner durante i rapporti sessuali. Alcuni feticisti si eccitano solo con il proprio partner vestito in un certo modo, ad es. con uniformi e divise da infermiera. Tipico è il feticismo per una parte del corpo come i piedi.Il feticismo da travestimento è un’altra pratica che si riscontra in alcune coppie. Essa si manifesta quando un maschio eterosessuale, per un periodo di almeno sei mesi, ha fantasie o comportamenti sessualmente eccitanti riguardanti il travestimento. Bisogna precisare che chi si traveste non è omosessuale ma ha il bisogno di preservare la propria mascolinità. Di solito collezionano indumenti femminili che utilizzano poi per travestirsi e che utilizzano per la masturbazione o durante il rapporto sessuale con la partner. Questa è una perversione maschile. Il travestito utilizza gli abiti femminili per placare l’angoscia di castrazione, perché così facendo può testimoniare la presenza del pene anche nella donna. Travestendosi può permettersi di essere fragile, indifeso e conservare al tempo stesso la propria mascolinità.Infine mi sembra giusto citare un’ultima forma di trasgressione che si sta diffondendo in quest’ultimo periodo e che corrisponde all’anoressia sessuale e che si concretizza appunto nella scelta della coppia di non avere rapporti sessuali. Nello specifico si tratta di persone che non fanno sesso ma che non hanno alcuna intenzione di farlo. Secondo alcuni studi, l’asessualità coinvolgerebbe l’1% della popolazione e un elemento fondamentale nell’asessualità potrebbe essere lo stress sociale che può diminuire la libido e ridurre gli impulsi sessuali.

le perversioni minori (definite così dal DSM IV solo perché più rare) sono:

perversioni dell’atto:

  • coprofilia/coprofagia
  • urofilia
  • spermatofagia
  • onirofilia /sesso con persone che dormono)
  • asfissiofilia
  • branding (oggetti che bruciano)
  • biastofilia (assalti imprevisti e violenti)

perversioni dell’oggetto:

  • necrofilia
  • zoofilia
  • maieusofilia (attrazione sessuale verso donne incinte)
  • formicofilia (attrazione sessuale verso insetti)
  • hierofilia (sesso con oggetti religiosi)
  • clismofilia (eccitarsi solo con i clisteri)
  • sitoflia (sesso con le bambole)
  • dismorfofilia (sesso con i nani)
  • bundling (fare sesso con i vestiti)
  • hibristophilia (attrazione sessuale per i criminali)

 

A cura di Gabriella Seghenzi

L’erotismo, tra fantasie e trasgressione, i consigli dell’esperta

Le fantasie erotiche sono un ottimo motore di avviamento del desiderio e dell’ eccitazione sessuale. Alcune volte hanno la forma di immagini, di piccoli film a luci rosse per “uso personale”.

Possono esser richiamate intenzionalmente per aumentare l’eccitazione stessa, durante un atto amoroso o la masturbazione, o possono arrivare improvvisamente, lasciandoci sorpresi, e qualche volta anche turbati, soprattutto, quando alla fantasia si aggiunge la componente del proibito, del divieto anche interiore.

A prima vista, le fantasie erotiche possono sembrare dei paradossi. Se le osserviamo da vicino, scopriamo in realtà che in esse si tende a vivere ciò che nella nostra vita quotidiana rimane nell’ombra e che si tende a compensare in quella modalità.

Così, per intenderci, chi nella vita ha molte responsabilità, anche lavorative, sogna, ad esempio, di esser sottomesso da una donna o da uomo dominante; il bidello di esser un ricco uomo d’affari che ha ai suoi piedi varie donne irresistibili; la femminista più estrema di esser presa con forza; il marito di una mora dai seni grossi si immagina una bionda con i seni piccoli, e così via..

Le varie ricerche sessuologiche, dagli anni ’80 in poi, hanno ampiamente svelato i contenuti delle fantasie erotiche più comuni tra gli uomini e le donne. Per gli uomini: fare l’amore con una partner diversa dalla propria; fare e ricevere sesso orale; fare l’amore con due donne o guardarle mentre amoreggiano tra di loro; avere un’avventura con una sconosciuta; violentare una prostituta; fare uno scambio di coppia; fare l’amore con una donna incinta; fare sesso di gruppo; essere “schiavizzati” e sottomessi da una donna.

Per le donne, le fantasie più ricorrenti emerse sono: essere prese con forza o sottomesse; fare e ricevere sesso orale; fare l’amore con un’altra donna; fare l’amore con due uomini; scambiarsi il partner; andare in giro senza slip; avere più orgasmi e con modalità diverse; sedurre un uomo davanti alla sua donna; fare qualcosa di proibito e in posti inconsueti; avere un’avventura con un uomo di colore o ricordare esperienze pregresse.

Ciò che noi immaginiamo non sempre fa parte di ciò che desidereremmo mettere in pratica nella nostra sessualità: è qui che si trova la differenza tra ciò che appartiene alla più stretta sfera del desiderio, da ciò che rimane più nella sfera mentale della fantasia.

Per semplificare, noi “addetti ai lavori”, tendiamo a distinguere le fantasie in tre categorie: 1. quelle che si identificano con uno specifico desiderio, che si vuole realizzare ed agire nella propria vita; 2. quelle che lo sfiorano da vicino, e che in certe condizioni di protezione e sicurezza, si vorrebbe esplorare;  3. quelle fantasie ossessive (fortunatamente estremamente ridotte nella percentuale) che in alcuni casi ricordano un evento traumatico, nel tentativo di rielaborarlo e superarlo.

Gli immaginari erotizzanti sono un importante indicatore di benessere psicosessuale, tant’è che chi è specializzato in sessuologia, vi ricorre spesso per supportare i singoli e le coppie a superare eventuali disfunzioni sessuali presenti (non di natura organica), quali: il calo del desiderio, la disfunzione erettile (1 uomo su 5, – fenomeno sempre più frequente anche tra gli under 40 ); l’eiaculazione precoce ( da 2 a 4 su 10); l’anorgasmia femminile (2 su 10 donne).

Accade ancora troppo spesso, però, che le fantasie sessuali vengano vissute con sensi di colpa e vergogna. Soprattutto quando il soggetto della fantasia non è costituito dal proprio partner.

Le ricerche e le buoni prassi cliniche dimostrano, al contrario, che più una relazione è duratura, più i partner hanno bisogno di ricorrere a fantasie “divergenti”, con un protagonista della propria fantasia diverso dal proprio.

Gli studi e le ricerche scientifiche, relative all’immaginario sessuale, dimostrano che, con l’esaurirsi della fase di innamoramento, anche dopo 2 anni di convivenza o di coppia stabile, vi è la tendenza a “sostituire” talvolta il proprio fidanzato, la propria compagna con lo sconosciuto, l’attrice, la vicina di casa… I motivi sono fisiologici.

Cambiare partner nelle proprie fantasie non è un tradimento. Serve solo a mantenere acceso il desiderio, “mettere del pepe” nel proprio rapporto e preservare la coppia stessa.

Se entrambi i partner sono intrappolati in una monotona routine sessuale, condividere le proprie fantasie erotiche può aiutare a: rendere più consapevole  l’altro o l’altra del proprio universo  erotico; vivacizzare il rapporto;  creare nuove fondamenta in termini di complicità e di gioco, e riaccendere l’ardore di un tempo.

Quando la fase dell’innamoramento si conclude fisiologicamente, emerge spontanea la voglia di trasgredire, di esplorare alcune di quelle fantasie che si affacciano con maggiore insistenza.

Per pudore, per imbarazzo o vergogna di esser mal giudicati dall’altro, si tace. La relazione erotico–sessuale entra in stallo, con degli effetti a catena sulla propria relazione di coppia, che progressivamente si logora.

La vitalità della coppia si appiattisce. Nasce l’esigenza di ricorrere all’esterno, di nascosto, e trovare un amante per vivere quello che nella coppia non si riesce a vivere e realizzare.

Cosa fare allora?

Il primo passo da fare è ammettere a sé stessi di avere delle fantasie sessuali, legittime di per sé, a prescindere dal fatto che le si voglia realizzare. “Dire di sì”, accogliere i propri desideri e vincere il proprio tabù è una sfida che richiede coraggio.

Procedere poi con la condivisione, prima con qualcuno e, successivamente, con il proprio partner.

In consulenza, spesso, si scopre che le fantasie, che sono vissute individualmente, in realtà possono esser comuni e simili. Questo diventa una grande e preziosa opportunità per far sì che il rapporto si cementi nuovamente nella complicità,  trovando insieme nuovi, piacevoli e fertili terreni di gioco.

Lo step finale è metterli in pratica, evitando così che la persona, alla lunga, si senta “scissa” tra mente e corpo, con le spiacevoli conseguenze (fin troppo frequenti) di ricorrere all’esterno, per soddisfare i propri bisogni, ma tradendo il partner ed il “contratto di rispetto” che si è siglato con Lei /Lui.

I modi per realizzare le fantasie vanno dal “lasciare che il caso crei le occasioni”, al creare delle “cornici”, in cui si sceglie e si stabilisce il tempo, il luogo, e la sceneggiatura (una sorta di copione dell’incontro erotico).

Questo, all’inizio, aiuta a dare una certa chiarezza dei confini entro i quali il gioco può aver luogo, nel rispetto di sé stessi e dell’altro, ritornando a vivere in modo più completo, autentico e totale: i propri bisogni e la relazione con l’altro.

 

 Qualche idea stuzzicante

Potete procedere per gradi, acquisendo tra di voi “fiducia” in questo nuovo campo di esplorazione.

Recuperate ciò che è già a portata di mano.

Una volta creata l’atmosfera che desiderate vivervi, con luci, musica e abbigliamento scelto ad hoc (corsetteria, lingerie, reggicalze, ecc..), lasciatevi ispirare e guidare da tutto ciò vi fa risvegliare i sensi del gusto, dell’olfatto, del tatto.

Bendate il partner, per chiudere la sua finestra sul mondo e facilitarlo nella sua capacità di abbandono e ricorrete…

  • al cibo (cioccolato, nutella, miele, frutta, ecc..), al ghiaccio, a qualche goccia di cera sciolta da una candela, divertendovi al alternare con la suspense, baci, morsetti sul corpo, carezze e tocchi più energici e audaci e fargli assaporare  di volta involta cosa avete riservato per lui/lei;
  • ai giochi di ruolo: l’allievo e la maestra; il prete e la suora; la prostituta ed il cliente in un centro-massaggi; l’idraulico e la casalinga; sconosciuti che si incontrano per caso; il re/ la regina con la sua schiava/o; l’infermiera e il paziente;  il farsi rapire; la dominazione e la sottomissione;
  • ai giochi da tavolo con premi e penalità, in cambio di.. indumenti che vengono sfilati, un certo tipo di piacere sessuale che si vuole soddisfare;
  • alla caccia al tesoro, con la quale disseminate la stanza di bigliettini dove descriverete tutto ciò che di piccante che farete o riceverete, in modo sintetico e preciso (“ora ti legherò i polsi..”, ecc…)
  • ai sex toys, casalinghi (spugne di diversa intensità, colli di pelliccia, pennellini, spazzole, mollette da bucato, ecc..) o acquistati al sexy shop, magari scelti insieme o frutto di un regalo a sorpresa!;
  • e… tutto ciò che scatena la vostra voglia di trasgressione e di piacere

 

Dott.ssa Gabriella Gravili

Ricominciare a giocare nella coppia con un po’ di trasgressione

Dopo anni di matrimonio o di convivenza può succedere che nel rapporto di coppia subentri un po’ di stanchezza: le occasioni di intimità si diradano, i momenti di dialogo languono, tutto viene dato per scontato e la relazione prende binari che possono sfociare nella noia e nella monotonia.

Possono però restare nell’ambito del rapporto di coppia fantasie mai dichiarate, vuoi per pudore, vuoi per un singolare senso del rispetto per il partner. Fantasie che potrebbero diventare la nuova benzina per accendere ancora il motore del desiderio. Non è necessario dichiararle in modo esplicito e diretto, ma utilizzando invece una certa accortezza e malizia si possono esprimere i propri desideri in modo indiretto, mettendola sul piano del gioco e del divertimento.

Un modo, per esempio, potrebbe essere quello di invertire i ruoli, facendo in modo che chi
solitamente conduce il gioco, ora invece lasci al partner carta bianca su come giocare con l’erotismo, oppure di fare giochi in cui si possono recitare personaggi più svariati, dove poter sperimentare nuove modalità seduttive. Aprirsi al mondo dell’immaginario erotico può diventare non solo un rinnovamento del legame e della relazione ma una vera e propria via di conoscenza dove poter accedere al giardino più segreto del proprio partner.

Hai difficoltà a condividere le tue fantasie con il partner?

 
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